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IL TIMER

IL TIMER

  2015-09-30 07:41:41 - Scuola
IL TIMER

Il primo consiglio che dò a genitori e a studenti con difficoltà di apprendimento o che presentano sintomi psicosomatici legati allo studio, è: USATE UN TIMER. Ne esistono di vari tipi, da quello del forno della cucina, ai timer “professionali”, a quelli “pupazzosi” che piacciono tanto ai più piccoli, dalle forme più svariate. In realtà, chiunque lavori con il cervello, potrebbe adottare questa strategia, perché riduce notevolmente lo stress. Vediamo come funziona.
 

  1. Puntate il timer per 25 minuti.

Durante i 25 minuti evitate ogni tipo di distrazione:

  • spegnete la televisione, silenziate il cellulare o gni tipo di avviso elettronico proveniente da computer, tablet, etc.;
  • chiedete a genitori, fratelli, amici di non disturbarvi.

Focalizzatevi sul presente. Il momento di disagio che spesso (a volte sempre) precede una sessione di studio, sparirà non appena entrerete nel processo.

Rimanete quanto più concentrati possibile.
 

  1. Quando il timer suona, fate una pausa, puntando nuovamente il timer, questa volta per soli 5 minuti.

Durante questa pausa datevi una ricompensa!

Potrete occuparvi di tutto quello che avete lasciato in sospeso, mail, sms, etc…, oppure gratificarvi con un frutto succoso, una caramella, un caffè, se siete adulti.

Ai genitori consiglio di tenere una riserva di pacchetti delle figurine preferite di vostro figlio e donargli una figurina ad ogni pausa (un intero pacchetto alla volta diventa piuttosto oneroso).
 

  1. Fate due o tre sessioni di studio con pause brevi, poi concedetevene una più lunga, di 15-30 minuti, a seconda della quantità di compiti che dovete ancora eseguire, sempre seguendo le istruzioni riportate sopra.

Siate rigorosi nel rispettare gli orari del timer! Il che vuol dire: potreste decidere di studiare per 30 minuti invece che per 25, oppure per 20 minuti. La cosa importante è: evitate di prendere tempo durante la pausa e di usarla come pretesto per non ricominciare.

Bastano anche due o tre sessioni di studio al giorno con questo metodo, per vedere già dei miglioramenti!
 



Per approfondimenti:

curva di apprendimento

Cerchiamo ora di capire perché questo metodo è utile

L’attenzione dura in media 40 minuti e viene visualizzata attraverso una curva ascendente, che ha il suo picco a 20 minuti, per poi tornare a discendere. Studiare per 25 minuti, significa ottimizzare il tempo a disposizione prima che l’attenzione torni a calare.

Anche se la maggior parte di noi adulti è abituata a sessioni di studio o lavoro intensive e prolungate, gli adulti e i ragazzi che adottano questa strategia si sentono meno stanchi. Gli esperti addirittura consigliano di interrompere un lavoro in corso, anche se non si è terminato o si sta per terminare (a meno che non manchi da scrivere una risposta già elaborata, per fare un esempio), perché quella breve pausa consente al cervello di rilassarsi per poi tornare a immagazzinare informazioni o a elaborarle correttamente.

Nel caso di studenti con disturbi dell’attenzione o dell’apprendimento di solito consiglio di incominciare con sessioni più brevi, anche di soli 10 minuti, seguite da pausa più ricompensa. Una volta conquistato questo traguardo, allungare man mano i tempi di studio concentrato, fino ad arrivare a 25 minuti. Qualsiasi intervento va calibrato in base al bambino o ragazzo che si ha di fronte. Mai dimenticarsi della singolarità e dell’unicità di ciascuno studente!

Nello studio è fondamentale alternare momenti di studio concentrato a momenti di riposo perché si consente al cervello di passare dalla modalità concentrata alla modalità “diffusa”, durante la quale il cervello elabora spontaneamente il materiale appreso, lo colloca nelle stanze della memoria o si ripulisce delle informazioni inutili o dei residui tossici.

In un prossimo articolo, vedremo di comprendere meglio come funziona anche questo processo.
 


 



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