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Mente e cervello

Mente e cervello

SFATIAMO I PREGIUDIZI: MOVIMENTO, SONNO E APPRENDIMENTO
2015-09-22 07:55:31 - Mente e cervello
SFATIAMO I PREGIUDIZI: MOVIMENTO, SONNO E APPRENDIMENTO

Se Bettina Brentano von Arnim avesse conosciuto quello che sappiamo oggi sul cervello umano, avrebbe potuto motivare le sue geniali intuizioni in merito all’educazione con il supporto delle neuroscienze e avrebbe avuto alcune forti argomentazioni a favore dei suoi metodi educativi dei figli di fronte al marito, cresciuto invece sotto l’egida di una severissima educazione prussiana. Forse si sarebbe potuta risparmiare molta fatica legata alle condizioni reali della vita quotidiana con ben sette figli, legata al conflitto, dovuto alla certezza da veggente del suo sentire e al mondo circostante, fatto di regole rigide e ferrea disciplina.

Secondo la biologa ed educatrice Carla Hannaford, strutture millenarie ci hanno abituati ad apprendere in silenzio, seduti, immobili per concentrarci e memorizzare. Continuiamo a pensare all’apprendimento come a una sorta di processo disincarnato. Tutto ciò è legato all’idea che il corpo, le sue sensazioni siano più “bassi”, meno umani, più simili al mondo animale. Quest’idea è anche alla base di tanta teoria e pratica dell’educazione che rendono l’apprendimento più faticoso e meno efficace di quanto potrebbe essere.

In realtà l’apprendimento, il pensiero, la creatività e l’intelligenza non sono processi della sola mente, ma del corpo nella sua interezza. L’apprendimento è un processo del tutto naturale, rinvigorito dalle nostre interazioni con gli altri, attraverso le nostre esperienze senso-motorie, in un’atmosfera di connessione e apprezzamento. Fino a che non comprenderemo tutto ciò, l’apprendimento sarà legato alla sopravvivenza, perciò difficile e asfittico.

Sia per quanto riguarda i bambini molto piccoli, sia gli adulti, l’essere attivi nel processo di apprendimento e coinvolti con l’intero corpo, è il modo migliore per mantenere viva e pronta la nostra intelligenza, ma anche per memorizzare con maggiore facilità. Ormai le neuroscienze dimostrano che il movimento e le esperienze sensoriali sono un terreno fertile per il continuo sviluppo e per la crescita del cervello nel corso dell’intera vita.

Non solo. Il Sonno, considerato nella tradizione, come il fratello Ozio, Padre dei Vizi, è invece il momento in cui si formano nuove connessioni sinaptiche, in cui rimettiamo ordine ai dati acquisiti e il cervello si ripulisce di tutti i residui tossici che si formano durante la veglia e che impediscono di pensare chiaramente.

In qualche modo ce lo diceva già Shakespeare:

"Il sonno innocente, il sonno che dipana
la matassa imbrogliata dell’ansia,
la morte d’ogni giorno di vita, il bagno
dell’amara fatica, il balsamo
degli animi feriti, la seconda portata
della grande natura, il nutrimento primo
nella festa della vita."


Ma vedremo meglio nei prossimi articoli che cosa succede esattamente.

Imparare a capire come funziona il cervello e adottare le strategie giuste per affrontare le difficoltà della vita, incluse quelle legate all’apprendimento è una delle nuove frontiere delle neuroscienze e dell’ingegneria biomedica.

Cercherò di tenervi aggiornati sulle novità e le scoperte che andrò incontrando in questo magnifico percorso.

Lara Strada

PERCHE' E' IMPORTANTE LA RICOMPENSA
2016-01-19 17:59:34 - Mente e cervello
PERCHE
Liberamente tradotto e elaborato con integrazioni da: Learning How to Learn, What motivates you, di Terrence Sejnowski
 
È difficile studiare quando non siamo motivati. Quando invece la motivazione è forte, lo studio risulta molto più semplice.
Ormai è ampiamente diffusa la consapevolezza che le nostre emozioni e il nostro comportamento sono strettamente collegati agli impulsi chimici che attraversano il cervello. La motivazione è controllata da una sostanza chimica chiamata “dopamina”.
La dopamina viene rilasciata dai neuroni quando si riceve una ricompensa inattesa. Questi neuroni sono raggruppati nell’area ventrale tegmentale (VTA), che si trova all’apice del tronco cerebrale e si estendono fino all’area prefrontale del cervello. Insieme ai neuroni situati nella regione immediatamente soprastante, quella dei gangli basali, sono responsabili della motivazione.
 
Area ventrale tegmentale (VTA), immagine tratta da: Dopamine and serotonin pathways, National Institutes of Health
 
 
La dopamina è un neurotrasmettitore, una della sostanze chimiche rilasciate dal cervello, che hanno un impatto profondo nella nostra mente inconscia e, di conseguenza, anche nell’apprendimento, nella capacità di prendere decisioni e persino nel discernere il valore degli input sensoriali.
I circuiti cerebrali che sottostanno alla ricompensa sono gli stessi che ci inducono ad azioni biologicamente necessarie come mangiare, riprodursi, sentirsi bene.
 
Molecola di dopamina, immagine tratta da: Dopamine -3d-CPK, Sbrools
 
Inoltre, la dopamina è coinvolta nella capacità di previsione di ricompense future, non solo di ricompense nel momento presente. Questa è una delle ragioni per cui possiamo motivarci a fare cose che potrebbero fornire una ricompensa, non nel momento presente, bensì nel futuro.
Le droghe, gli alcoolici, così come altre forma di dipendenza come il fumo, la passione per il gioco d’azzardo, per le scommesse, per le slot machines, si impadroniscono del sistema delle ricompense,  aumentano artificialmente la produzione di dopamina, facendo credere al cervello che qualcosa di meraviglioso sia appena accaduto, quando invece è accaduto esattamente il contrario. Poiché le droghe aumentano ampiamente la produzione di dopamina, il corpo si adatta riducendo il numero di recettori. Per questo motivo le droghe sono causa di smania e dipendenza, deviano la capacità di agire in piena coscienza e consapevolezza e portano addirittura a provare motivazione per azioni in realtà dannose. La perdita di neuroni della dopamina porta alla caduta della motivazione e anche all’anedonia, cioè all’incapacità di provare piacere e interesse anche verso attività che in passato davano piacere.

Non vi è più alcun dubbio che le emozioni incidano nettamente sui risultati scolastici. Le ricerche più recenti hanno dimostrato che le emozioni sono strettamente legate con la percezione e l’attenzione e interagiscono con l’apprendimento e la memoria.
L’amigdala, una struttura cerebrale a forma di mandorla, situata alla base del cranio, è uno dei centri più importanti in cui la cognizione e le emozioni sono integrate. L’amigdala è parte del sistema limbico, che insieme all’ippocampo è coinvolto nel processo di memorizzazione, nella capacità decisionale e nella regolazione delle reazioni emotive.
Per questi motivi, se uno studente viene ricompensato o si autoricompensa dopo una sessione di studio, si va ad accrescere la funzionalità del sistema produttivo della dopamina. In termini più tecnici si parla di rinforzo positivo.
Insomma, gli studenti devono essere felici, per riuscire a dare il meglio di sé.
Le emozioni e il sistema neuromodulatorio (che regola i neurotrasmettitori) sono più lenti della percezione e dell’azione, ma non sono di minore importanza per un apprendimento efficace.

Nei percorsi di Naturalmente Imparo! si considera come ricompensa anche il fatto di imparare a valorizzare e a potenziare le proprie specificità cognitive. 
ALTERNARE STUDIO E RIPOSO
2015-11-20 11:54:58 - Mente e cervello
ALTERNARE STUDIO E RIPOSO

I nuovi studi sul cervello umano e sul suo funzionamento ci aiutano a rompere con alcuni usi invalsi nel passato, di cui tanta parte della scuola è ancora permeata. È ormai ampiamente provato che occorrono solo alcune nozioni di base su come funziona il cervello e la conoscenza di alcune strategie, per apprendere in maniera più semplice.



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